I tatuaggi
giapponesi, risalenti al VI secolo a.C. , hanno da sempre avuto un
certo fascino su noi occidentali. Il popolo nipponico non si
smentisce mai, e anche nell’arte del tatuaggio vi sono precisione
e perfezione attentamente ricercate. Niente è lasciato al caso,
persino la posizione e la scelta di ciascun oggetto sono studiate al
fine di rendere ancora più carico di significato il tattoo che, sin
dalla prima occhiata, risulta essere un’opera d’arte a tutti gli
effetti. È proprio il complicato intreccio di simboli e l’uso di
immagini specifiche a fare da struttura al tatuaggio giapponese.
Nella lingua
giapponese, la parola irezumi
ha alcuni ideogrammi: 入れ墨、入墨、文身、剳青、黥、刺青
(tutti si leggono いれずみ
- irezumi).
“Ire” deriva dal verbo ireru,
che significa mettere in corpo, mentre “zumi”, che deriva dalla
pronuncia modificata di sumi,
vuol dire inchiostro. I vari ideogrammi hanno accezioni diverse e
vengono inseriti in contesti differenti;
tendenzialmente si usano gli
ideogrammi 刺青,
perché istituzionalizzati con il loro utilizzo nel titolo di un
romanzo del celebre Tanizaki Jun'ichiro del 1910, Shisei
- 刺青.
La tecnica
tradizionale giapponese è chiamata tebori,
e consiste nel fare entrare
obliquamente gli aghi nella pelle con poca violenza, provocando
comunque un discreto dolore. Gli strumenti sono rappresentati da
elaborate impugnature in bambù alle quali sono applicati diversi
aghi. Anche se oggi l’utilizzo della macchinette elettriche è
diffuso, l’inchiostro nero è ancora applicato a mano in molti
tattoo shop. I tatuaggi realizzati con la tecnica tradizionale sono
unici, si dice non possano essere riprodotti da alcuna attrezzatura
professionista moderna. I principali soggetti rappresentati dai
tatuaggi giapponesi sono draghi, carpe, il leone, la tigre, il
serpente, la geisha, il samurai, la maschera Hannya e i fiori.
Parlando di
irezumi, non si può non citare la mafia giapponese. Ad oggi, sia刺青
che入れ墨
sono simboli collegati alla
Yakuza.
I membri di questa associazione malavitosa usavano e qualche volta
usano tuttora tatuaggi estesi su tutto il corpo per dimostrare la
loro forza. Ancora oggi il tattoo è percepito dai giapponesi come affiliazione alla Yakuza e quindi mal visto, questo perché nella società nipponica, dove l’appartenenza al gruppo è molto importante, tatuarsi sembra portare all’emarginazione. Per questo motivo in Giappone, ai clienti tatuati viene spesso vietato di entrare nei sentō (bagni pubblici), nelle piscine, negli onsen (bagni termali) e anche in alcune spiagge.
Quindi se andrete nella terra del Sol Levante il nostro consiglio è quello di nascondere i tatuaggi, non importa la grandezza o la forma, basta coprirli.
Infine, cercando
informazioni qua e là, mi è sorta però spontanea una domanda: come
può un popolo così intelligente rimanere ancora fermo su antichi
pregiudizi e paure?
Il
legame stretto del Paese con la sua tradizione non permette ai
giovani giapponesi di tatuarsi e anche se pian piano le cose stanno
cambiando, queste forme di discriminazione appaiono a noi occidentali
in contrasto con la nostra idea di paese civilizzato e sviluppato,
quale il Giappone.
- Yle


Molto interessante:in Italia dilagano i tatuaggi soprattutto tra i giovani, i calciatori ecc. mentre in Giappone indicano l'appartenenza alla mafia...
RispondiElimina