23 mar 2015

Irezumi, il tatuaggio giapponese

I tatuaggi giapponesi, risalenti al VI secolo a.C. , hanno da sempre avuto un certo fascino su noi occidentali. Il popolo nipponico non si smentisce mai, e anche nell’arte del tatuaggio vi sono precisione e perfezione attentamente ricercate. Niente è lasciato al caso, persino la posizione e la scelta di ciascun oggetto sono studiate al fine di rendere ancora più carico di significato il tattoo che, sin dalla prima occhiata, risulta essere un’opera d’arte a tutti gli effetti. È proprio il complicato intreccio di simboli e l’uso di immagini specifiche a fare da struttura al tatuaggio giapponese.

Nella lingua giapponese, la parola irezumi ha alcuni ideogrammi: 入れ墨、入墨、文身、剳青、黥、刺青 (tutti si leggono いれずみ - irezumi). “Ire” deriva dal verbo ireru, che significa mettere in corpo, mentre “zumi”, che deriva dalla pronuncia modificata di sumi, vuol dire inchiostro. I vari ideogrammi hanno accezioni diverse e vengono inseriti in contesti differenti; tendenzialmente si usano gli ideogrammi 刺青, perché istituzionalizzati con il loro utilizzo nel titolo di un romanzo del celebre Tanizaki Jun'ichiro del 1910, Shisei - 刺青.

La tecnica tradizionale giapponese è chiamata tebori, e consiste nel fare entrare obliquamente gli aghi nella pelle con poca violenza, provocando comunque un discreto dolore. Gli strumenti sono rappresentati da elaborate impugnature in bambù alle quali sono applicati diversi aghi. Anche se oggi l’utilizzo della macchinette elettriche è diffuso, l’inchiostro nero è ancora applicato a mano in molti tattoo shop. I tatuaggi realizzati con la tecnica tradizionale sono unici, si dice non possano essere riprodotti da alcuna attrezzatura professionista moderna. I principali soggetti rappresentati dai tatuaggi giapponesi sono draghi, carpe, il leone, la tigre, il serpente, la geisha, il samurai, la maschera Hannya e i fiori.

Parlando di irezumi, non si può non citare la mafia giapponese. Ad oggi, sia刺青 che入れ墨 sono simboli collegati alla Yakuza. I membri di questa associazione malavitosa usavano e qualche volta usano tuttora tatuaggi estesi su tutto il corpo per dimostrare la loro forza.
Ancora oggi il tattoo è percepito dai giapponesi come affiliazione alla
Yakuza e quindi mal visto, questo perché nella società nipponica, dove l’appartenenza al gruppo è molto importante, tatuarsi sembra portare all’emarginazione. Per questo motivo in Giappone, ai clienti tatuati viene spesso vietato di entrare nei sentō (bagni pubblici), nelle piscine, negli onsen (bagni termali) e anche in alcune spiagge.
Quindi se andrete nella terra del Sol Levante il nostro consiglio è quello di nascondere i tatuaggi, non importa la grandezza o la forma, basta coprirli.

Infine, cercando informazioni qua e là, mi è sorta però spontanea una domanda: come può un popolo così intelligente rimanere ancora fermo su antichi pregiudizi e paure? 
Il legame stretto del Paese con la sua tradizione non permette ai giovani giapponesi di tatuarsi e anche se pian piano le cose stanno cambiando, queste forme di discriminazione appaiono a noi occidentali in contrasto con la nostra idea di paese civilizzato e sviluppato, quale il Giappone.

- Yle

1 commento:

  1. Molto interessante:in Italia dilagano i tatuaggi soprattutto tra i giovani, i calciatori ecc. mentre in Giappone indicano l'appartenenza alla mafia...

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