17 mar 2015

Casa dolce casa!


Casa dolce casa! Ma se a Tokyo e nelle altre grandi metropoli del Sol Levante le persone vivono in grattaceli ed edifici dall'architettura occidentale, come si presenta la tipica casa giapponese?

Una casa tradizionale giapponese è costruita da diversi componenti, tutti mirati ad essere sintonizzati con la natura; non a caso il design del Giappone è del tutto minimalista.

L’elemento che probabilmente stupisce di più noi occidentali è il pavimento in tatami, ognuno dei quali è composto da cinque cm di spessore di paglia pressata e rivestita da pannelli di canne. Li si trova solitamente nelle camere da letto e nei soggiorni, mentre le cucine e i corridoi hanno il pavimento in legno. Non possiamo non parlare poi delle famose Shōji, cioè le porte scorrevoli di carta e legno che dividono ogni stanza all’interno della casa.

Tra le cose più curiose della casa tradizionale giapponese troviamo il Tokonoma: è una nicchia destinata ad ospitare una composizione floreale, un’opera d’arte in stile Zen o un Emakimono (rotolo di calligrafia), poiché questa zona della casa è utilizzata dagli abitanti per trovare un po’ di silenzio e quindi rendere più facile la meditazione.

Il Genkan è la zona d’ingresso, dove le persone lasciano le loro scarpe per non portare lo sporco della strada dentro casa. Tutti i giapponesi hanno quindi nel loro Genkan delle pantofole da far indossare agli ospiti. Ma non finisce qui: infatti non potevo non dirvi che anche le pantofole all’interno della casa vanno cambiate a seconda delle stanze in cui si utilizzano: un giapponese non utilizzerà mai le stesse pantofole indossate in bagno per andare nella camera da letto!

Come avrete già capito una casa giapponese è parzialmente se non interamente costruita con elementi naturali e quindi è purtroppo molto soggetta ad essere vittima di incendi, come ci spiega anche un famoso architetto giapponese: “La casa giapponese risponde mirabilmente alle esigenze della gente. Un edificio a prova di fuoco è sicuramente oltre i mezzi della maggioranza delle persone, così per necessità costruiscono una casa la cui stessa struttura consente di essere rapidamente demolita nel percorso di un incendio e poi facilmente ricostruita [...] Gli sforzi dei vigili del fuoco, nel contrastare il progredire di un incendio, consistono principalmente nell’abbattere queste strutture regolabili e in tal senso è molto interessante registrare il fatto curioso che spesso i getti d’acqua non sono rivolti sulle fiamme, ma sugli uomini impegnati a smontare l’edificio”.

Proprio per la facile propensione agli incendi della casa tipica giapponese, i roghi delle abitazioni furono la maggior causa di morte durante il terribile Grande Terremoto che colpì il Kantō nel 1923, che bruciarono addirittura per due giorni di seguito alimentati anche dai forti venti dovuti all'avvicinamento di un tifone, finché non si spensero per mancanza di combustibile.
- Vale





 


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