Casa dolce casa! Ma se a Tokyo e nelle altre grandi metropoli del
Sol Levante le persone vivono in grattaceli ed edifici dall'architettura
occidentale, come si presenta la tipica casa giapponese?
Una casa tradizionale giapponese è costruita da diversi componenti,
tutti mirati ad essere sintonizzati con la natura; non a caso il design del
Giappone è del tutto minimalista.
L’elemento che probabilmente stupisce di più noi occidentali è il
pavimento in tatami, ognuno dei quali è composto da cinque cm di spessore di
paglia pressata e rivestita da pannelli di canne. Li si trova solitamente nelle
camere da letto e nei soggiorni, mentre le cucine e i corridoi hanno il
pavimento in legno. Non possiamo non parlare poi delle famose Shōji, cioè le
porte scorrevoli di carta e legno che dividono ogni stanza all’interno della
casa.
Tra le cose più curiose della casa tradizionale giapponese
troviamo il Tokonoma: è una nicchia destinata ad ospitare una composizione
floreale, un’opera d’arte in stile Zen o un Emakimono (rotolo di calligrafia),
poiché questa zona della casa è utilizzata dagli abitanti per trovare un po’ di
silenzio e quindi rendere più facile la meditazione.
Il Genkan è la zona d’ingresso, dove le persone lasciano le loro
scarpe per non portare lo sporco della strada dentro casa. Tutti i giapponesi
hanno quindi nel loro Genkan delle pantofole da far indossare agli ospiti. Ma
non finisce qui: infatti non potevo non dirvi che anche le pantofole
all’interno della casa vanno cambiate a seconda delle stanze in cui si
utilizzano: un giapponese non utilizzerà mai le stesse pantofole indossate in
bagno per andare nella camera da letto!
Come avrete già capito una casa giapponese è parzialmente se non
interamente costruita con elementi naturali e quindi è purtroppo molto soggetta
ad essere vittima di incendi, come ci spiega anche un famoso architetto
giapponese: “La casa giapponese risponde mirabilmente alle esigenze della
gente. Un edificio a prova di fuoco è sicuramente oltre i mezzi della
maggioranza delle persone, così per necessità costruiscono una casa la cui
stessa struttura consente di essere rapidamente demolita nel percorso di un
incendio e poi facilmente ricostruita [...] Gli sforzi dei vigili del fuoco,
nel contrastare il progredire di un incendio, consistono principalmente
nell’abbattere queste strutture regolabili e in tal senso è molto interessante
registrare il fatto curioso che spesso i getti d’acqua non sono rivolti sulle
fiamme, ma sugli uomini impegnati a smontare l’edificio”.
Proprio per la facile propensione agli incendi della casa tipica
giapponese, i roghi delle abitazioni furono la maggior causa di morte durante
il terribile Grande Terremoto che colpì il Kantō nel 1923, che bruciarono
addirittura per due giorni di seguito alimentati anche dai forti venti dovuti
all'avvicinamento di un tifone, finché non si spensero per mancanza di
combustibile.
- Vale

Molto interessante!!!
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